giovedì 21 ottobre 2010

Elettrostimolazione in riabilitazione


Elettrostimolazione come strumento di lavoro nella rieducazione post traumatica e nelmantenimento d’una condizione funzionale ottimale nell’atleta.

Qualsiasi infortunio che interessi il comparto osteo – muscolare - legamentoso e che preveda un periodo piùo meno lungo di inattività,provoca una perdita di efficienza funzionale (in caso di stop di qualche giorno)associata a perdita di massa muscolare, tonicità ecc. (in caso di stop prolungato).Per quanto concerne il ricondizionamento funzionale dell’ apparato locomotore occorre intervenire con lasomministrazione d’esercizi mirati a stimolare il sistema neuromuscolare; di solito è mia abitudine praticaremanovre di PFN che sono in grado di produrre un importante bombardamento di stimoli al SNC e diriattivare nel minor tempo possibile il maggior numero di placche motorie.Nello stesso tempo ritengo di fondamentale importanza arrestare il processo d’atrofia e perdita di tono cheviene ad instaurarsi entro breve tempo dall’evento traumatico mediante l’utilizzo dell’ elettrostimolazione
; questo mezzo mi permette di stimolare la muscolatura interessata al trauma mediante contrazioniisometriche in posizioni non dolorose già dalla prima seduta di fisioterapia; durante il periodo di rieducazionevengono di solito modificate le posture di lavoro con incremento dell’impegno sia delle strutture osteolegamentose, sia della massa muscolare.Nella mia attività in ambito sportivo professionistico, ma non solo, utilizzo, nei casi ove non vi sianoparticolari controindicazioni, esclusivamente il mezzo dell’elettrostimolazione per espletare la parte dedicataalla muscolazione; ritengo, infatti, si possa svolgere un tipo di lavoro più specifico e qualitativamente piùredditizio sulle fibre muscolari rispetto a quello svolto esclusivamente con l’attrezzatura da palestra chepreferisco inserire solo in una fase più avanzata del recupero, quando la percentuale di rischiod’infiammazioni da sovraccarico di lavoro si riduce notevolmente.E’importante porre l’accento sul fatto che il lavoro muscolare svolto con il mezzo dell’elettrostimolazionedeve in ogni caso essere associato il più presto possibile ad esercizi in palestra e sul campo che abbiano lafinalità di trasformare l’incremento di forza (sia essa forza veloce-resistente, forza esplosiva ecc.…)considerato “ statico “ in incremento di potenza quindi “dinamico”.Elettrostimolazionein riabilitazione post traumaticaPer ciò che concerne, invece, la gestione quotidiana di un atleta professionista, ritengo che l’elettrostimolazione sia di valido aiuto quando il mantenimento di una condizione ottimale significa ilmantenimento di un livello di forza ottimale, cioè in tutti quei comparti articolari sottoposti ad un tale stressdurante la competizione da richiedere una performance superiore alla media.Dal momento che la mia esperienza professionale è incentrata su calciatori ritengo di poter fornire un validocontributo soprattutto per quel che concerne l’articolazione del ginocchio e della caviglia suggerendo unoschema di lavoro che preveda almeno due sedute settimanali di elettrostimolazione cercando di coinvolgereanche il sistema propriocettivo mediante l’uso di tavolette prima della stimolazione elettrica, ma anchedurante la stimolazione stessa (utilissimo il joistic) e dopo.Ritengo doveroso professionalmente ed estremamente vantaggioso per l’atleta chiarire che il sopracitatolavoro, soprattutto se somministrato al quadricipite, deve essere concordato e studiato con il preparatoreatletico in quanto un eccessivo carico su quel muscolo così importante può interferire con i programmid’allenamento prestabiliti nell’arco dell’annata agonistica dal preparatore stesso.

Autore: Dr. Fabio CONTA

OSteopata D. O. - Fisioterapista
Studio Ceder
Via Pammatone 5, Genova
Tel. 010.8608850

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